Scrittura Creativa – Quinta Parte. La prima bozza anche detta Sinossi.

Salve a tutti ! Allora,vi ho tediato nei post precedenti con un sacco di informazioni teoriche ma sento di aver fatto cosa gradita dando qualche consiglio utile.
Adesso è arrivato il momento di cominciare a fare quello che più ci piace: scrivere.
Già, cominciare a scrivere, ma quale metodo usare ? Si perché se non seguiamo un metodo rischiamo di fare un gran casino.
In particolar modo in questi post vorrei condividere la tecnica che ho utilizzato io per arrivare al romanzo completo Oblion – la Cospirazione.
Allora, prendete lo schema di cui abbiamo parlato nel post “Scrittura Creativa – Terza Parte. Una questione di struttura.”

Se ben ricordate la struttura del romanzo poteva essere suddivisa in varie sezioni o tronconi principali, nell’esempio da me riportato erano le seguenti fasi: NORMALITÀ, CAMBIAMENTO, RICERCA, RISOLUZIONE e NUOVA NORMALITÀ.
Quello era il primo “strato”, il primo “layer” in inglese.
Vedetela in questo modo, il racconto finale è una somma di strati sempre più complessi e articolati, anche 8 o 9 a volte. È come una pianta che per crescere nella sua complessità deve partire da qualcosa di molto semplice ma assolutamente necessario: il seme. Con la definizione della struttura abbiamo preso questo piccolo seme,lo abbiamo piantato. Ora lo dobbiamo annaffiare e farlo germogliare nel secondo livello, il secondo “Layer”:
La Sinopsi o Sinossi.
Non solo è un elemento indispensabile per vendere o far conoscere il vostro bel romanzo agli editori, ma la sinopsi è una parte essenziale nel processo di scrittura del vostro romanzo.
Scrivete una sinossi della vostra storia seguendo alcune piccole regole:

  1. Partite dalla struttura espandendo ogni singola fase della stessa. Per esempio la fase “Normalità” conterrà la parte iniziale della vostra storia. Mantenete separate, se preferite, le varie fasi oppure scrivete tutta la sinossi senza interruzioni, sta a voi scegliere. Per quanto mi riguarda preferisco mantenere le fasi separate cosi da poterci lavorare in maniera più ordinata. Esempio:
    Fase uno, normalità: Una piccola utilitaria gialla viaggia nel cuore della notte sotto un tremendo temporale… ecc.
    Fase due, cambiamento: Giunto sul posto, Max, si accorge che c’è qualcosa di strano, strane luci che non dovrebbero essere lì…ecc.
    Fase tre, ricerca: Max deve a tutti i costi scoprire l’origine di questo straordinario ma misterioso fenomeno, a costo della sua stessa vita…ecc.
    Fase quattro, risoluzione: ecc.
    Fase cinque, nuova normalità: ecc.
  2. Scrivete sempre in terza persona.
  3. Scrivete sempre nel tempo presente.
  4. Cercate di riassumere la vostra storia in non più di due pagine, circa 1000 parole in tutto. Più o meno.
  5. Non inserite dialoghi o particolari troppo elaborati, rimanete sulle informazioni essenziali dello svolgersi della storia.

Mettete molta cura in questo momento del vostro lavoro, perché sarà il punto di partenza, la base sulla quale svilupperete il vostro romanzo; inoltre la sinossi vi farà molto comodo quando dovrete contattare qualche editore oppure per pubblicizzare il vostro libro.

Di solito in questa prima bozza tendiamo a scrivere le prime idee che ci siamo fatti sulla storia. Sentitevi liberi di modificare lo svolgersi degli eventi se lo credete, una storia è fatta di plastilina, si può plasmare, aggiungere parti, cancellarne altre, ma fatelo sempre seguendo un ordine e rispettando la struttura che avete elaborato, ve lo consiglio perché in questo modo saprete sempre a che punto state e cosa manca per terminare l’opera.

A presto e buon lavoro.
Esempio di una parte di sinossi scritto da Piera Rossotti e tratto dal sito

http://www.danaelibri.it/rifugio/soccorso/download.asp:

7 novembre 1628. La storia inizia in medias res quando Don Abbondio, pavido curato di un paesino dei dintorni di Lecco, viene diffidato da due brutti ceffi, bravi di don Rodrigo, signorotto del luogo, dal celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Giunto sconvolto alla canonica, l’affezionata serva Perpetua lo induce a confidasi con lei, e gli consiglia di rivolgersi per aiuto all’arcivescovo.
Dopo una notte agitata, don Abbondio decide però di prendere tempo, ed affronta il giovane Renzo, venuto per concordare l’ora della cerimonia, avanzando improvvise difficoltà che impongono di rimandare le nozze. Renzo, insospettito più tardi da alcune reticenze di Perpetua, torna dal curato e costringe don Abbondio a rivelargli la verità. Infuriato, il giovane si dirige verso la casa della fidanzata, Lucia.
Con voce rotta dal pianto, la ragazza racconta alla madre e a Renzo di essere stata oggetto, alcuni giorni prima, di sgradevoli attenzioni da parte di don Rodrigo; il suo confessore, padre Cristoforo, le ha dunque consigliato di stare chiusa in casa e affrettare le nozze. Renzo è profondamente indignato, ma Agnese, la madre di Lucia, riesce a convincerlo a recarsi a Lecco, dal famoso avvocato Azzeccagarbugli, per chiedergli consiglio. Munito di quattro capponi per compensare l’avvocato, Renzo si reca a Lecco, ma, al sentir pronunciare il nome di don Rodrigo, l’avvocato mette il giovane alla porta…

Valerio Petretto.

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